Cerchiamo il nome divino nella chiesa di Santa Maria della Marina. Il titolo mariano fa riferimento alla figura della “Madonna della Marina”, compatrona della città e uno dei principali simboli della storia marinara cittadina.

Dove ci troviamo?
Siamo a San Benedetto del Tronto! L’edificio che vedete, sorge in piazza Luciano Nardone, proprio nel centro cittadino della marina. Inoltre dal luglio 2001, questa chiesa è diventata basilica minore grazie al papa Giovanni Paolo II.

Cosa dice la storia?
Questa basilica si ricollega ad una piccola chiesa, che misurava circa 24 metri, che i sambenedettesi eressero proprio in riva al mare. Ricordiamo che all’epoca il mare quell’epoca lambiva da vicino la rocca, ed il paese contava solo 800 abitanti. La dedicarono a Maria Regina del mare, probabilmente collegando al ricordo della strepitosa vittoria di Lepanto del 1571 ed infine gli archivi ci tramandano il 1615 come data di completamento della chiesa.
Dopo alcune vicissitudini di crolli e restauri, pensate che nel periodo napoleonico, questo edificio venne trasformato addirittura in caserma per le truppe francesi, si deve aspettare fino al 1901, quando i lavori ripresero ufficialmente con la supervisione e l’approvazione di Giuseppe Sacconi (noto architetto italiano, famoso per il Vittoriano di Roma). Pur con le strutture interne parzialmente incomplete, quest’edificio — avente dimensioni planimetriche di 70 × 24 metri — venne aperto al culto nell’aprile del 1908.

© Ermanon – Wikimedia

Cosa vedi all’esterno?
La sua facciata risulta scandita orizzontalmente da due ordini sovrapposti:
– Primo ordine: d’ordine ionico, corrisponde alla fascia interamente rivestita da un paramento in pietra. Il portale principale, presenta un vano rettangolare arricchito da un frontone, decorato da un cartiglio e da un cherubino secondo i canoni del classicismo romano del Seicento.
– Secondo ordine: d’ordine tuscanico, costituisce il registro superiore del prospetto ed è realizzato in pietra nelle membrature su fondi in laterizio paglierino. Al centro della campata, è ricavata una nicchia absidata in cui è collocata una statua a grandezza naturale della Madonna della Marina.

© Diego_Baglieri – Wikimedia

Cosa vedi all’interno?
Lo spazio interno si articola in una pianta basilicale a tre navate suddivise in cinque campate. Possiamo notare come le superfici perimetrali e le volte sono interamente coperte da intonaco tinteggiato in tonalità chiare, a eccezione del catino absidale, interamente decorato da un apparato pittorico murale eseguito dall’artista francescano Ugolino da Belluno nel 1993.

Dove si trova il nome divino?
La navata maggiore culmina nel presbiterio, rialzato rispetto all’aula assembleare e suddiviso in due spazi volumetrici. Noi ci soffermiamo nell’abside! Di forma semicircolare e coperta da una volta ad un quarto di sfera, ospita in asse la cattedra vescovile e gli stalli del coro ligneo disposti radialmente lungo il perimetro murario. L’intera superficie del catino è rivestita dall’affresco monumentale del cappuccino Ugolino da Belluno. Pensate questo affresco copre una superficie di 400 m², ed osservandolo da vicino noteremo elementi della tradizione ecclesiastica con scene storiche della marineria sambenedettese.
Ricordando come, nella tradizione del cristianesimo, molte volte viene usato il triangolo come simbolo per indicare un Dio Trino. Molto correttamente, invece, in questo affresco la figura di Dio è raffigurata attraverso il suo nome ossia il Tetragramma biblico. Si tratta delle quattro lettere ebraiche יהוה (YHWH). Le lettere ebraiche, di colore scuro, sono iscritte all’interno di uno sfondo trapezoidale arancione nella parte superiore della composizione, posizionate al di sopra del Cristo trasfigurato e dello Spirito Santo.