Cerchiamo il nome divino nella chiesa di Sant’Ignazio all’Olivella …

Dove ci troviamo?
Osserviamo un’incredibile perla del barocco palermitano, questa chiesa sorge in una piccola piazzetta da cui prende il nome, molto vicino al famosissimo teatro Massimo nella città di Palermo!
Cosa dice la storia?
Nel 1598 i padri Filippini, che antecedentemente avevano avuto in concessione degli immobili, decisero di realizzare questo edificio religioso e diedero quindi l’incarico ad un architetto lombardo di nome Antonio Muttone la progettazione e realizzazione dell’opera.
L’inizio dei lavori avvenne in data 7 di novembre, ed a presenziare vi era il principe di Castelvetrano e Duca di Terranova: don Carlo d’Aragona. Anticamente risultava essere fuori le mura cittadine, ma secondo il detto popolare, vi era la villa della famiglia Sinibaldi, da cui nacque Rosalia, la patrona della città. L’edificio religioso fu completato e inaugurato nel 1622, ma i lavori proseguirono, in particolar modo la facciata, fino alla fine del XVII secolo.

Cosa vedi all’esterno?
La sua facciata, di grande effetto visivo, in stile tipico dell’architettura barocca romana, si sviluppa in altezza con due ordini sovrapposti:
– Primo ordine: vi abbiamo tre portali. Il portale centrale è disposto da due colonne in stile corinzio di marmo grigio, sormontato da un articolato timpano. Nei due portali laterali, invece, troviamo dei timpani curvilinei, sono sovrapposti da finestre rettangolari.
– Secondo ordine: Il secondo ordine, è sviluppato nella sola larghezza della navata centrale, con un timpano triangolare ed una finestra rettangolare al centro. Ai lati, vi troviamo due campanili, progettati nel 1752 dall’architetto Giacomo Aragona, che donano uno slancio verticale a tutta la struttura. Nei campanili sono presenti due orologi ottocenteschi e quattro statue di santi.

Cosa vedi all’interno?
La pianta dell’edificio è a croce latina, e si suddivide in tre navate, una centrale e due laterali che sono separate da dieci arcate che poggiano su una doppia fila di colonne. Su quest’ultime, troviamo cinque cappelle (per ciascun lato), in cui possiamo ammirare diverse opere d’arte create dai migliori artisti siciliani tra i secoli XVII e XVIII. Degno di nota osservare due aspetti dei suoi interni:
- lo stile neoclassico, in cui si presenta le decorazioni della cupola e delle pareti, verrà applicato solo dopo la metà del XVIII secolo, da Venanzio Marvuglia.
- il settecentesco pavimento è stato realizzato con intarsi marmorei, ed al centro della chiesa vi è un cuore fiammeggiante.
Dove si trova il nome divino?
Dirigendoci nell’abside della chiesa di sant’Ignazio, nel presbiterio troviamo l’altare maggiore realizzato in marmi policromi, in stile neoclassico. L’altare si presenta formato da un gradevole tabernacolo, strutturato come un tempietto, sovrapposto da una pala realizzata da Sebastiano Conca che raffigura il “Trionfo della SS Trinità”.
Nella parte superiore, è scritto a caratteri cubitali, il tetragramma biblico in ebraico. Si tratta delle quattro lettere ebraiche יהוה (YHWH). Infine, ai lati dell’altare, vi sono due statue dei Santi Pietro e Paolo realizzate da Ignazio Marabitti nel XVI secolo.
Degno di nota è un quadro esposto appena si entra in chiesa sulla destra, lo vedete nella foto in basso, in cui viene spiegato che il nome in ebraico che compare sull’altare altri non è che il Dio degli israeliti Yahweh.
ringraziamo la nostra amica Irene
per la segnalazione e le informazioni inviate
e per le ultime due foto scattate al suo interno


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